FACCIAMO CHIAREZZA SULLA SICUREZZA DEI PAVIMENTI IN PVC:
POLIMERI E FTALATI
 Non tutto il PVC contiene ftalati, non tutti gli ftalati sono uguali, non tutti i pavimenti in PVC sono nocivi.
 
Sappiamo che su internet si trova di tutto; informazioni, controinformazioni, news approfondite e competenti e articoli approssimativi e superficiali. Essendo il web un contenitore aperto a tutti, non si può mai avere la certezza che le notizie e le informazioni siano sempre competenti. Abbiamo letto, in questi anni, sulla pericolosità del PVC, a causa della presenza di ftalati nella formulazione, rendendoci conto che queste stesse notizie non fanno mai la dovuta distinzione sul tipo di ftalati, tra ftalati e PVC, tra PVC rigido (che non contiene plastificanti) ed il PVC flessibile che li contiene.
 
Anni di comunicazioni e studi, da parte sia dell’industria e da parte di tutti gli organi indipendenti che hanno studiato questo tipo di materiale, non sono ancora serviti per chiarire il rapporto tra PVC - plastificanti - ftalati.  I timori riguardanti gli effetti degli ftalati e del PVC sulla salute sono ancora diffusi. Questo è dovuto al fatto che le differenze tra i due gruppi di ftalati non sono state comprese a sufficienza dall’opinione pubblica e dai media, che continuano ancora a confonderli.
 
Tre punti sono importanti:
1) non bisogna confondere il PVC polimero con la miscela di PVC polimero;
2) non bisogna parlare genericamente di ftalati, perchè esistono almeno due distinte classi: quelli a basso peso molecolare e quelli ad alto peso molecolare, che hanno un diverso impatto sulla salute e sull’ambiente;
3) solo il cosiddetto PVC flessibile (indicato con la sigla PVC-P) contiene plastificanti; il PVC rigido  indicato con la sigla PVC-U, non contiene alcun tipo di plastificanti e tantomeno ftalati a basso peso molecolare.
 
 
PVC POLIMERO E PVC IN MISCELA
Il PoliVinilCloruro è un polimero. Il PVC polimero è classificato, dalle normative in essere, come un materiale non pericoloso e quindi non è sottoposto ad alcuna etichetta di “pericolosità” sia per l’ambiente che per la salute dei lavoratori e dei consumatori. Tant'è che il PVC viene utilizzato in ambito sanitario.  Tutt'altra cosa invece è la denominazione generica di PVC che viene data a tutti i prodotti che utilizzano il PVC polimero come base per la produzione. In questo ultimo caso, con il termine PVC, si intende una miscela,  formata anche dal polimero, a cui però sono aggiunte altre sostanze.  I pavimenti in PVC vengono prodotti in questo modo, quindi sono una miscela di PVC.
Il PVC-miscela prodotto in Europa deve rispettare le regole definite dal Regolamento REACH che impone di essere sottoposte a controllo e  registrazione. Ogni miscela prodotta ed utilizzata in Europa deve (per legge) essere valutata nella sicurezza e infine, autorizzata per l’uso previsto. È chiaro quindi che tutti i materiali sottoposti a Reach garantiscono il consumatore sulla propria sicurezza, essendo il Regolamento Reach il più intransigente al mondo.
Le diverse tipologie di additivi maggiormente utilizzati per la produzione dei manufatti in PVC sono:
 
    Stabilizzanti - che impediscono l’invecchiamento e la degradazione termica del prodotto.
    Plastificanti -  per conferire al prodotto flessibilità ed elasticità.
    Lubrificanti - per facilitare la lavorazione  nelle macchine trasformatrici o per conferire resistenza alla luce e all’atmosfera.
    Pigmenti - per colorare.
 
 
PLASTIFICANTI
I plastificanti sono  sostanze che vengono aggiunte alla plastica per renderla flessibile, resiliente e più facile da maneggiare.   Molti articoli, tra cui presidi chirurgici salvavita, cavi elettrici, film, tessuti sintetici per abbigliamento e calzature, componenti per l’industria dell’auto epavimentazionidevono le loro caratteristiche di flessibilità e morbidezza proprio ai plastificanti utilizzati nella loro produzione. Esistono oltre 300 differenti tipologie di plastificanti, di cui circa 50 -100 utilizzati a livello commerciale.
 
I plastificanti, come molte altre sostanze, sono soggetti ad una strettissima regolamentazione che ne assicura l’utilizzo in tutta sicurezza. A livello Europeo è di particolare importanza il “regolamento 793/93/CE: valutazione e controllo del rischio delle sostanze esistenti”.
 
I plastificanti, ed in particolare gli ftalati, sono tra le sostanze chimiche più studiate da un punto di vista ambientale e tossicologico; negli anni scorsi anche attraverso un processo di ‘Risk Assessment’ condotto dalla Comunità Europea e, successivamente tramite regolamentazione REACH. A seguito di questi studi, i plastificanti, sono soggetti ad una strettissima regolamentazione che ne assicura l’utilizzo in tutta sicurezza.
 
 
La famiglia degli ftalati si divide in due famiglie: 
  •     Ftalati a basso peso molecolare (< C8) definiti anche come LMW (Low Molecular Weight) : DEHP, BBP, DBP, DIBP.
  •     Ftalati a alto peso molecolare (> C8) definiti anche HMW (High Molecular Weight): DINP, DIDP, DUP, DIUP, DTDP, FTALATI LINEARI (C7-C9, C7-C11, C9-C11).
 
 
LA VERITA' SUGLI FTALATI
Il termine “ftalati” è stato utilizzato e associato ripetutamente agli effetti negativi sulla salute e sull’ambiente. Ma questo termine è onnicomprensivo e  non riflette la netta distinzione tra i due gruppi, LMW e HMW.Le autorità europee considerano sicuro l’uso degli ftalati ad alto peso molecolare. Invece quelli a basso peso molecolare sono pericolosi. 
 
Quindi i due tipi hanno impatto diveso per quanto riguarda i loro effetti sulla salute, sulla sicurezza e sull’ambiente.  E' importante  che gli utilizzatori comprendano queste differenze e richiedano espressamente un PVC contenente ftalati ad alto peso molecolare. L’utilizzo degli HMV ftalati ad alto peso molecolare, non presenta alcun rischio. Non necessitano infatti di alcuna classificazione per gli effetti sulla salute o sull’ambiente e non sono inclusi nell’elenco delle sostanze candidate o soggette ad autorizzazione del Regolamento REACH. Per loro è prevista la sola restrizione d’uso nei prodotti per l’infanzia che possono essere messi in bocca. 
Al contrario, gli LMW ftalati a basso peso molecolare (conosciuti come DEHP, DBP, DIBP e BBP) sono classificati come agenti tossici.Gli ftalati a basso peso molecolare, come DBP, BBP, DIBP e DEHP, sono classificati come sostanze estremamente preoccupanti (SVHC). Classificati in categoria 1B come sostanze tossiche.  Il loro utilizzo è regolato  anche per gli imballaggi e la lavorazione dei prodotti alimentari sulla base della normativa REACH, gli ftalati a basso peso molecolare sono soggetti ad autorizzazione, il che significa che dopo l’agosto 2015, potranno essere prodotti e commercializzati solo dopo un’autorizzazione specifica.
 
 
SE tondo piccoloPavimenti in PVC certificati non dannosi alla salute
 
 
 
LA VERITA' SUI PAVIMENTI IN PVC
a tridimensionale
Sulla sicurezza relativamente al rilascio di sostanze nell’ambiente, è quindi chiaro che la differenza è tutta nella materie prime utilizzate, nella composizione della miscela e nei controlli eseguiti. Ovviamente se il pavimento è controllato in Europa e certificato Health Safety, la sicurezza e massima.
Dato che i pavimenti in PVC utilizzati soprattutto negli edifici pubblici ricoprono circa il 60% della produzione (scuole, industrie farmaceutiche, ospedali, ecc..) e di estrema importanza conoscere queste distinzioni. Come lo è anche per i nuovi pavimenti vinilici LVT, molto più a rischio in quanto per la maggior parte prodotti in Cina e in molti casi, privi dei necessari controlli relativi alla sicurezza. Di per sè il rivestimento in PVC è particolarmente adatto in ambienti con specifiche esigenze di pulizia, antistaticità, resistenza all’usura e ai carichi concentrati, facilità di manutenzione e sicurezza in relazione alla reazione al fuoco.  Questa tipologia di pavimenti è resistente ai graffi, è antisdrucciolo, fonoassorbente e termoisolante. Le stesse proprietà si riscontrano anche nei rivestimenti murali, un settore in notevole sviluppo. Accertarsi quindi che il pavimento o il rivestimento in PVC sia in regola con le normative Europee è di primaria importanza.
 
 
IL PVC NEGLI OSPEDALI
Nel settore della sanità i prodotti in PVC sono largamente utilizzati. Ovviamente per la pavimentazione degli ospedali e delle case di cura,  i controlli devono essere accurati ed è necessario affidarsi a marchi e aziende che siano in grado di offrire la migliore combinazione di qualità e sicurezza per la salute. Ma dato per assoluto questo punto, la pavimentazione in PVC certificata permette  di soddisfare gli standard ecologici e sanitari più elevati. Offre ampie garanzie sia per i pazienti che per il personale che negli ospedali svolge il proprio lavoro. I pavimenti in PVC mantengono inoltre inalterata la loro impermeabilità senza bisogno di essere lucidati.
  
Quindi:
1.  un pavimento in PVC costituito da DINP non è rischioso per la salute;
2. se il pavimento ha la certificazione Heath Safety è privo di rilascio di sostanze in concentrazioni dannose per la salute ;
Gli ftalati ad alto peso molecolare, come il  DINP,  costituiscono più dell’80% degli ftalati usati in Europa. Queste sostanze sono incluse nella normativa europea sulle sostanze chimiche (REACH) e non compaiono tra le sostanze che possano causare problemi alla salute o all’ambiente. Le autorità europee,  hanno concluso che non è necessario classificarli come nocivi per la salute o l’ambiente, e che non sono necessari ulteriori controlli sulla loro sicurezza. La sola restrizione di non utilizzo, sulla base del principio di precauzione,  è per i giocattoli dell'infanzia che potrebbero essere messi in bocca.
 
 
PROGRAMMA VINYL
L’industria europea, a seguito anche delle richieste del mercato, con il programma Vinyl 2010 ha valutato a fondo il potenziale rischio per la salute e per l’ambiente degli ftalati. Di conseguenza ha incrementato molto l’utilizzo di ftalati ad alto peso molecolare, che oggi rappresentano oltre l’80% del mercato europeo dei plastificanti.
 
 
CLORURO DI POLIVINILE
La Ecvm (European council of vinyl manufacturers), una divisione di Plastics Europe, l’associazione europea dei produttori di materie plastiche, che rappresenta il 100% dei produttori di plastica in Europa, ha commissionato una ricerca indipendente, dalla quale emerge che il PVC, nei confronti di altri materiali naturali come il legno e il metallo, risulterebbe come il miglior prodotto in termini di costi–benefici. Lo studio mostra tre settori importanti delle costruzioni:  serramenti, pavimentazioni e tubazioni, ed il pvc non è solo la soluzione più “efficace” per quanto riguarda i costi d’installazione, ma è anche la migliore scelta per ciclo di vita rispetto agli altri materiali.
 
Da questo studio emerge  che il PVC sarebbe un materiale molto ecologico in termini d’impatto ambientale su tutto il suo ciclo di vita, dimostrato in termini di Ger (richiesta di energia) e di Gwp (Global warming potential – emissioni di gas serra). In sintesi, il PVC porta vantaggi in termini di minore consumo di energia e di emissioni di CO2.  Certamente si può controbattere che lo studio è stato commissionato dagli stessi produttori, con finalità facilmente comprensibili, ma lo studio è stato comunque fatto da laboratori indipendenti. 
 
Certamente pro e contro PVC  è un dibattito ancora aperto, ma questo riguarda, come abbiamo detto precedentement,e soltanto il PVC in generale e non tocca il DINP che è già stato largamente incluso tra i materiali non dannosi.
 
 
 
 
POSIZIONI CONTRO IL PVC
Secondo il CHEJ “ Il PVC flessibile è nocivo durante tutto il suo ciclo vitale, sino allo smaltimento. Inoltre, se bruciato, sviluppa diossine e in PVC contamina attraverso mercurio e ftalati. A riprova di questo, la Comunità Europea nel 2005 ne ha vietato l'utilizzo nei giochi dei bambini  (negli USA viene ancora utilizzato). E ancora, a proposito del suo riciclaggio, il CHEJ sostiene: ’Il PVC non può essere effettivamente riciclato a causa degli additivi usati nel processo di lavorazione per renderlo resistente e flessibile."  Pertanto ciò che emerge con chiarezza è che il PVC sarebbe tecnicamente semplice da riciclare, ma ciò che produce problemi per la salute sono alcuni degli additivi utilizzati nella lavorazione. In effetti è vero e per questa ragione sarebbe consigliabile approfondire la composizione dei PVC flessibili.
 
Un altro elemento di riflessione è rappresentato dal luogo di produzione del Cloruro di Polivinile, dai controlli delle materie prime e dagli stabilimenti di riciclaggio. Infatti, molti stabilimenti per il riciclaggio e di produzione sono situati nei Paesi a basso reddito, che spesso mancano di controlli adeguati. 
 
 
 
A FAVORE DEL PVC
Nel campo della sanità in PVC è largamente utilizzato, per cui se il PVC fosse realmente una plastica dannosa per la salute umana, saremmo tutti in serio pericolo. Quindi è più che mai importante non fare "di tutta l'erba un fascio". E' fondamentale capire le differenze e comprendere che l'acronimo P.V.C. è un insieme molto generico, al cui interno ci sono prodotti molto differenti tra loro. 
 
Il Dott. Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace sottolinea che:  ‘’le prove di pericolosità del PVC sono state respinte dalla Commissione Europea e dal Green Building Council, basandosi su studi approfonditi.  Inoltre il Dott. Moore sostiene che il PVC ha un ciclo di vita tendenzialmente infinito, quindi è tra i materiali più duraturi e quindi ha meno necessità di essere sostituito e riciclato. Per cui poco senso muovere accuse  in merito al riciclaggio del PVC, perchè grazie alla sua durata non necessita di essere riciclato. Quindi, il PVC può essere riciclato, ma essendo un prodotto che dura a lungo ha poco bisogno di essere riciclato.  In effetti il Dott. Moore ha ragione, il PVC ha una durata molto elevata, ma non tiene conto che molti oggetti in PVC sono anche di utilizzo usa e getta. Certamente su un mercato mondiale la percentuale è contenuta, ma se il PVC è un materiale che può essere facilmente riciclato, è anche vero che il processo di riciclio dovrebbe sempre essere controllato. In problema  è nel riciclo selvaggio e fraudolento, fatto in alcuni Paesi senza regolamentazioni adeguate, dove finise per essere riciclato anche il PVC di provenienza da ospedali e quindi contaminato.
 
Una cosa è certa, che il PVC è il nuovo materiale del prossimo futuro e sicuramente verrà ulteriormente migliorato. Siamo anche certi che occorre fare un'accurata distinzione tra i vari materiali in PVC e la loro composizione. Noi pensiamo che nei prossimi anni, queste differenze saranno messe in maggiore luce e l'informazione sarà maggiormente dettagliata e precisa.
 
34920 prodotti ecologici 
 
Ricordiamo alcuni punti 
importanti:
1) Non bisogna confondere tra PVC polimero e miscela di PVC polimero
2) E' sbagliato parlare genericamente di ftalati
3) Esistono gli ftalati a basso peso molecolare e ad alto peso molecolare
4) Questi due tipi di ftalati hanno un diverso impatto sulla salute e sull’ambiente
5) Solo il cosiddetto PVC flessibile (indicato con la sigla PVC-P) contiene plastificanti
6) Solo il PVC con ftalati a basso peso molecolare (LMW) sono potenzialmente pericolosi per la salute
7) Il PVC rigido  indicato con la sigla PVC-U, non contiene alcun tipo di plastificanti e tantomeno ftalati a basso peso molecolare
8) Il PVC ad alto peso molecolare, il DINP non contiene plastificanti dannosi per la salute
 
 

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